Chi siamo

Volevano seppellirci  ma non sapevano che eravamo semi“

L’affermarsi della cooperazione, al posto della competizione, della condivisione, anziché del monopolio, del diritto all’accesso, rispetto a quello della proprietà, dell’armonia con l’ambiente.

Semi Intelligenti

È in costruzione una gigantesca rete neurale che abbraccerà il pianeta, consentendoci di avere il controllo su ciò che accade in ogni suo angolo, miliardi di persone, , saranno in grado di avere accesso a questi dati e condividerli con gli altri per organizzare la loro vita e le loro attività,con una gestione non verticale ma orizzontale, per organizzare e condividere nella maniera più efficiente beni e servizi, un nuovo modello cooperativo destinato a soppiantare quello delle grandi imprese protagoniste del modello capitalistico.

un bambino fin da piccolo lo sa che l’essenziale è l’accesso, non la proprietà.

Oggi siamo tutti bambini , anche per noi è mutata l’idea di proprietà.

L’economia della condivisione

Nei Commons collaborativi ciascuno diventa imprenditore e al tempo stesso consumatore per contribuire al benessere della società, non in virtù di una qualche mano invisibile, ma del fatto che metterà in comune le sue “creazioni”, usufruendo al tempo stesso di quelle degli altri, in modo gratuito.

 

Il capitale finanziario per ora resta necessario, ma in un sistema totalmente mutato, come insegna il fenomeno del crowdsourcing: gruppi di persone danno liberamente il loro contributo per un progetto in cui credono, permettendo all’imprenditore sociale di turno di dare forma alla sua idea, con la speranza di trarne collettivamente vantaggio.

 ” Il mondo fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ognuno,ma non l’ingordigia di uno solo” Mahatma Gandhi

L’economia dei Cerchi L’economia della condivisione inizia nel villaggio locale, per poi protendersi verso il mondo esterno formato da innumerevoli villaggi; i cerchi si propagheranno orizzontalmente, mai verticalmente. Finisce quindi il sistema piramidale ed inizia il modello economico dei cerchi, cerchi oceanici sempre più ampi che comprenderanno l’intera umanità in network orizzontali distribuiti e collaborativi.

 

La povertà energetica

La povertà energetica è una condanna generazionale ingiusta e perenne totalmente diversa dalla povertà alimentare , e dove c’è diseguaglianza energetica c’è anche diseguaglianza sociale.

La ricchezza delle 4 persone più ricche del mondo, è superiore al prodotto interno lordo dei 47 paesi più poveri del mondo. La ricchezza delle 80 persone più ricche del mondo, è superiore al PIL della Cina cioè la ricchezza di 1 miliardo e 300 milioni di persone. Il 4% della ricchezza delle 200 persone più ricche del mondo sarebbe sufficiente per i primi interventi dal punto di vista sanitario, scolastico, alimentare, idrico dell’intera umanità.
Questo vuol dire che il mondo è gestito da 2-300 persone o poco più”.

La rendita di 85 miliardari nel mondo equivale al reddito del 50% della popolazione del Pianeta , le disuguaglianze crescenti tra ricchi e poveri, rilevate nel rapporto di Oxfam, vanificano la lotta alla povertà estrema. Dal 2009 il numero di super ricchi nel Pianeta è più che raddoppiato, mentre centinaia di milioni di poveri non hanno cibo sufficiente.

 

La cultura ecologica dei guardiani della biosfera

Nessun cambiamento è possibile né sul piano economico né quello sociale, senza il rispetto della dignità umana,il rispetto dell’essere umano è la differenza fondamentale fra la seconda rivoluzione industriale e la Terza solare che utilizza solo sistemi rinnovabili e sostenibili di fare energia, a confronto l’era del profitto smodato e sconsiderato ai danni dell’uomo e della biosfera e l’era dell’economia della condivisione e della sostenibilità, è chiaro chi vincerà la sfida , è solo una questione di diffondere una cultura ecologica che pone al centro dell’attenzione l’ambiente e lo lega alla società, alla cultura, al progetto umano.

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Costruire la cultura ecologica è una sfida profonda, filosofica e pratica, che riguarda i valori e non solo le informazioni, la conquista della gente e non la sua semplice partecipazione, la diffusione di principi etici e duraturi e non solo utilitaristici e immediati.

Nuestro Horizonte Verde Ong

E’ la Ong empatica che in Amazzonia Peruviana sta trasformando in realtà il sogno di economisti e attivisti di tutto il mondo. Un Italiano, Marco Antonio Molino presidente e fondatore della Ong  che nel cuore della Foresta Amazzonica Peruviana, circondato dalla bellezze dei luoghi verdi e rigogliosi in una natura primordiale, selvaggia e incontaminata sta mettendo in pratica tantissime idee.

Questa Ong preso coscienza delle problematiche di carattere locale e valutato il loro peso entropico ha scoperto che il danno è un perverso processo di lenta distruzione del più grande “polmone del mondo“, con “Deforestazione” e “uso errato delle immense risorse naturali” spesso causato dalla solitudine e abbandono delle comunità Indios troppo dipendenti da modelli economici a loro estranei , ma necessari per produrre energia elettrica necessaria alla sopravvivenza.

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Nell’intento di dare un fattivo contributo alla salvaguardia delle preziose risorse naturali di cui usufruiscono tutti gli esseri viventi del globo, riunisce un gruppo di persone e studiosi e, insieme, per un Nuestro Horizonte Verde, “Associazione per la salvaguardia e l’uso sostenibile del medio-ambiente amazzonico“, con sede in Iquitos, città peruviana nato in area limitrofa alla Foresta Amazzonica. Nella consapevolezza che le principali ragioni del degrado traggono origine dagli uomini insensibili e poco lungimiranti, l’attenzione di Nuestro Horizonte Verde è rivolta anche alle popolazioni del luogo, con particolare riferimento ai bambini e agli adolescenti, attraverso attività didattiche di sensibilizzazione.

Le attività svolte sono principalmente

  • Il contributo per una corretta gestione ambientale della foresta amazzonica, mirato al miglioramento delle qualità della vita delle popolazioni ivi esistenti;
  • La promozione e la realizzazione dell’indagine scientifica in qualsiasi campo attinente alla foresta amazzonica nella sua integrità di ecosistema;
  • Il sostegno morale, didattico, economico, assistenziale e materiale ai bambini, adolescenti e adulti con la particolare attenzione per quelli che presentano patologie gravi ed handicap di natura medica o sociale.
  • Organizzare o partecipare a programmi ad “impatto zero” che si propongono di piantare alberi per la riforestazione;
  • Partecipare ad eventi promossi dal volontariato nazionale ed internazionale , con tematiche socio- ambientali;