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Ogni albero della foresta amazzonica ha una storia da raccontare. Un passato nel quale s’intrecciano le mille vite di animali, insetti, piccoli danzanti colibrì, di scimmiette non più grandi del palmo di una mano, di indigeni, pochi ormai, che sotto le sue fronde hanno trovato riparo, riposato, cacciato. Ogni albero della foresta amazzonica deve avere un futuro su cui contare. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo sperare che i pochi potenti, che vedono nel profitto economico l’unica via percorribile, si arrendano di fronte alla considerazione che, la via della difesa del patrimonio verde, nel mondo, è l’unica via per permettere ai figli dei loro figli di vivere. Gli indigeni dell’Amazzonia lo hanno compreso e lo raccontano. Ascoltarli, nel rispetto di Madre Terra, potrebbe essere un primo passo.

GLI INDIOS DELL’AMAZZONIA

Le foreste dell’area equatoriale del pianeta sono tra i  luoghi meno abitati della Terra. In Amazzonia, per esempio, vi è una densità inferiore a un abitante per chilometro quadrato. Queste foreste sono infatti luoghi inospitali per gli uomini.

Le acque stagnanti provocano la putrefazione dei materiali organici e costituiscono un ambiente ideale per gli insetti. L’afa che ristagna in queste regioni rende l’attività fisica molto pesante.

Gli Indios vivono in gruppi ridotti, di tipo tribale. Occupano aree molto vaste e attualmente diminuiscono di numero, perché si sta riducendo l’estensione degli ambienti primordiali che costituiscono la loro patria.

Gli Indios dell’Amazzonia, nel sedicesimo secolo, erano circa cinque milioni; oggi sono poco più di 200.000.

Le cronache dei secoli scorsi raccontano come, a causa della schiavitù o dello sterminio sistematico, vari gruppi indigeni siano scomparsi sin dai primi anni, dopo la conquista degli Spagnoli, Portoghesi, ecc…

Nonostante che il papa Paolo III, con una bolla papale del 1537, dichiarasse che gli Indios erano “veri uomini”, le brutalità contro di loro continuarono. Per esempio, un certo Belchior Mendes de Morasi arrivò ad ucciderne, in un solo giorno, 20.800 e se ne vantava!

Armando Normand organizzava, per sé e i suoi amici, macabre competizioni di tiro a segno con le sagome viventi degli Indios!

Gli  Indios vivono in capanne di frasche e dormono su un’amaca. L’amaca è un tessuto di fibre che viene teso da un albero all’altro.

Gli Indios vanno sempre in giro semi-nudi  a volte adornati di splendide piume.

Praticano forme primitive di agricoltura, di caccia (con cerbottana e dardo velenoso)e di pesca (con frecce e tridenti).

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